Cibo e Sesso – Piaceri o Bisogni?

Mangiare e procreare sono due bisogni primari dell’uomo per il mantenimento della specie umana e come tali sono state ricompensate dalla Natura con il massimo piacere.

Freud è stato il primo a fare una sorta di paragone fra cibo e sesso: fame, sete, desiderio sessuale, sono tutte pulsioni che motivano i comportamenti degli uomini. La forza interiore che ci spinge a mangiare, potrebbe essere quindi la stessa che ci spinge verso la sopravvivenza della specie attraverso la sessualità. Non a caso, Freud chiamava con lo stesso nome “pulsioni di Autoconservazione” sia la fame sia il desiderio sessuale.

Cosicché cibo e sesso sono da sempre stati legati nella cultura di ogni popolo e in ogni epoca storica.

Guardando la nostra stessa cultura, ad esempio, e nel particolare ai miti ci accorgiamo che i piaceri della gola sono da sempre legati a quelli della sessualità. Basti pensare al peccato originale e a come Adamo ed Eva si siano “scoperti” dopo aver assaggiato una mela tentatrice.

Cibo e sesso hanno diversi punti in comune:

Rappresentano dei piaceri intensi ed appaganti, naturali e generalmente alla portata di tutti.
Sono legati dall’aspetto simbolico della socialità: si mangia e si fa sesso insieme ad altre persone. Nel momento in cui non ci fosse condivisione, infatti, entrambi i comportamenti non sarebbero ben vissuti.
Sono legati al concetto di autocontrollo,
sono fondamentali per la sopravvivenza e per l’evoluzione e sono co-localizzati anatomicamente e biochimicamente., con le stesse funzioni cerebrali. Si attivano e attivano le stesse proteine enzimatiche come dopamina, serotonina, ossitocina.. Insomma, sono connesse in maniera indissolubile!

Consumare un pasto insieme, quindi, si Anche nei giochi di coppia il cibo svolge un ruolo importante.

I giochi erotici sono uno step fondamentale in un rapporto sessuale sano. Alcuni credono siano solo diversivi per riaccendere una sessualità un po’ spenta, ma in realtà in qualsiasi fase del rapporto sarebbe consigliabile stuzzicare la fantasia e concedersi qualche diversivo. I giochi sessuali con il cibo, dal semplice imboccarsi in maniera reciproca, sino all’audace penetrazione, sono un grande classico.

L’importante è gustare quello che si ha davanti o godersi, perché no, di essere noi la pietanza principale, concedendo al partner l’uso di sé come “tavola” o piatto principale, a patto di farlo seguendo l’istinto di coppia e rispettando i gusti del partner e quelli delle libertà personali e del rispetto reciproco.

A proposito di uso dell’altro come pietanza principale, malgrado il disgusto che la sola idea di nutrirsi di un proprio simile può generare, nessuno può sentirsi estraneo all’idea di inglobare l’altro attraverso un atto di cannibalismo simbolico. Basti solo pensare a “baci e morsi d’amore”.

Cannibalismo. Una parola il cui solo suono fa venire brividi e pelle d’oca. Eppure, la presenza del cannibalismo è tangibile nella storia e nell’animo umano, tant’è che la psicoanalisi lo colloca nella personalità di tutti gli individui psicologicamente sani, interpretandolo come il desiderio di ognuno di incorporare in sé “l’oggetto” amato. Ne sono un esempio persino alcune metafore quotidiane, quali:

“sei una persona squisita”;
“la passione che divora”;
“mangiare di baci”;

“ti prenderei a morsi”.

Promuovere il benessere di e per tutti.

L’esperienza erotico-sessuale, compresa quella inusuale, può essere ridefinita come funzionale, senza necessariamente togliere particolari stimoli erotici atipici, che, sempre a causa del contesto sociale di riferimento, portano solitamente l’individuo a definirsi sbagliato, strano, o additittura “perverso”.

Sostenere le proprie voglie ed esplorarle con il/la partner, aiuta la propria conoscenza corporea e interiore, aumenta la fiducia nella coppia, la complicità.. Insomma rende sicuramente piu saldo il rapporto ed è un’ottima risorsa per crescere insieme.

Il letto, o qualunque altro posto, diviene l’unico terreno, o “tavolo” in questo caso, dove la coppia può coltivare e assaggiare i frutti del proprio raccolto. Sperimentarsi e preparare dei piatti nuovi, assaggiarli, curiosare, affinare i gusti o conoscerne di nuovi.

Il tutto alimenterà la crescita della NOITÀ riducendo le tentazioni di trovare altrove quello che lo spirito esplorativo, anche questo insito nell’uomo, ha verso la curiosità dell’inesplorato verso nuove proposte.

Rischio che prima o poi verrà fuori se si mangia sempre la solita minestra. 😉

Chiedimi come posso aiutare

#tupuoitutto

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