Cambio o non cambio!?

Cosa spinge a cambiare?

“Le possibilità che un uomo cambi
sono direttamente proporzionali al
dolore che prova per la sua
condizione attuale”

Allora perché così tante persone nonostante la frustrazione e lo scoramento, stagnano in una condizione di vittimismo e d’impotenza per anni?

“Amplificare il dolore per ottenere una propulsione all’azione, potrebbe essere la tua strada per il cambiamento.
Oppure potrebbe esserlo esattamente il contrario, ovvero immaginare il tuo obiettivo come un magnete di piacere, ed essere simbolicamente attratto da esso. Entrambi le strategie sono efficaci: dolore e piacere”.

Di solito quello che funziona di più è immaginare prima il peggio è istantaneamente il meglio.
Tuttavia non basta farlo una volta,
piuttosto è necessario ripetere questo processo infinite volte fin quando il cervello riconosce come unica opzione quella del miglioramento.
La motivazione è così.

Si confonde tra il dolore e il piacere.

Il cambiamento non è mai doloroso, la resistenza ad esso lo è.

Con la mente non saprai mai qual è il confine, ma lo scoprirai all’improvviso con il cuore.
Che tu possa vedere il peggio con
l’immaginazione, e il meglio con la
realtà…

LE PERSONE SONO PIÙ PROPENSE A UN
CAMBIAMENTO QUANDO:

  • Sentono che per loro è importante cambiare (es.: i benefici di un cambiamento sono molto maggiori dei costi.
  • Hanno fiducia (possibilità di accedere agli strumenti necessari e competenza nell’applicarli) nel fatto di poter cambiare. In tal caso si deve lavorare sulle convinzioni e i preconcetti prima di valutare la motivazione al cambiamento.

Una persona può non essere in grado di intraprendere il cambiamento, se pensa di non essere degna di “salvarsi”.

3 pensieri riguardo “Cambio o non cambio!?

  1. Secondo me, quello che blocca maggiormente le persone a intraprendere un cambiamento, è la paura del diverso, dell’ignoto. E spesso hanno paura anche di chi un cambiamento lo ha già fatto, o è in quel processo, perché li porta a rivalutare la loro posizione e domandarsi se sia giusta o no.
    Fino a quando non si vince la paura non c’è modo di cambiare veramente, anche quando si fa un cambiamento.

    "Mi piace"

    1. Ciao Manuel, trovo interessante la tua visione e in parte la concordo.. Mi va di risponderti con una frase che dico spesso ai miei clienti.. Un cambiamento non è mai una “passeggiata” e un cambiamento non è mai doloroso.. La resistenza ad esso lo è. Sicuramente la paura in questo caso gioca un ruolo determinante. Passa da un’emozione che è di natura funzionale a proteggerci, a blocco; e questo perché è lei che controlla noi e non viceversa.
      Ogni paura va affrontata per essere superata in questo caso affidarsi al nostro sentire, nel profondo, imparando ad ascoltarci facendoci aiutare, può diventare veramente utile al cambiamento.
      Cambiamento che se non avverrà, lo porteremo sempre con noi come un eco per il resto della nostra vita e continuando a non ascoltarlo, prenderà forma di frustrazioni, disagio, psicosomaticità, disturbi, fino a farci ammalare.
      Dentro noi sappiamo sempre di cosa abbiamo bisogno.. Ci mancano solo gli strumenti giusti per tornare a riconoscerci. 😊

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      1. Completamente d’accordo con te!

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