Nella coppia, innamorarsi e disinnamorarsi più volte della stessa persona, è possibile?

Ti è mai capitato di guardare il tuo partner, magari mentre beve il caffè in una mattina qualunque, e non sentire più quel brivido lungo la schiena che provavi all’inizio? O peggio, di avere la sensazione di esserti “disinnamorato”, per poi ritrovarti, mesi o anni dopo, a sentire un legame ancora più profondo e vibrante verso la stessa identica persona?
Se la risposta è sì, non preoccuparti: non sei “rotto” e la tua relazione non è necessariamente al capolinea. In psicologia, questa dinamica ciclica non solo è possibile, ma è spesso l’indicatore di una relazione che sta maturando.
Il segreto sta nel comprendere che l’amore non è una linea retta, ma un cerchio che si rinnova. Tuttavia, c’è una differenza fondamentale tra la prima volta che ci innamoriamo e tutte le volte successive: la prima è un evento, le successive sono una conquista.

1. Il primo innamoramento: La chimica e l’illusione
Quando incontriamo qualcuno che ci piace, il nostro cervello entra in una fase che potremmo definire di “naturale follia”. È l’innamoramento biologico, guidato da una tempesta di neurotrasmettitori (dopamine, ossitocina, feniletilamina).
In questa fase, non vediamo l’altro per quello che è, ma per quello che ci fa sentire.
È un processo automatico e passivo. Non “decidiamo” di innamorarci; ci accade. In questo stadio, proiettiamo sull’altro i nostri desideri, le nostre aspettative e i nostri bisogni irrisolti. L’altro diventa uno specchio perfetto, privo di difetti, l’incarnazione del nostro ideale. È una fase necessaria per creare l’attaccamento, ma è, per sua natura, destinata a finire.

2. Il disinnamoramento: L’urto con la realtà
Poi, la nebbia chimica si dirada. Iniziamo a vedere i calzini lasciati in giro, notiamo quel tono di voce che ci irrita, o ci rendiamo conto che l’altro non può salvarci dalle nostre insicurezze.
Molti vivono questa fase con terrore, interpretandola come la fine dell’amore (“Non lo amo più”, “È cambiato tutto”). In realtà, disinnamorarsi è l’atto psicologico più onesto che possiamo compiere.
Disinnamorarsi significa:


Smettere di proiettare i nostri film mentali sull’altro.


Vedere la persona reale, con le sue fragilità e i suoi limiti umani.


Accettare che l’altro non è un’estensione di noi, ma un individuo separato.


Mentre l’innamoramento era una dolce bugia biologica, il disinnamoramento è l’incontro con la nuda verità. È un processo automatico quanto il primo: la realtà, prima o poi, vince sempre sulla fantasia.

3. Rinnamorarsi: Il passaggio dall’emozione alla scelta
È qui, proprio nel momento in cui l’illusione cade, che si apre la possibilità più grande: scegliere di amare.
Se la prima volta ci siamo innamorati di un’idea, le volte successive ci innamoriamo della realtà. E questa è l’unica forma di amore sostenibile nel tempo. Rinnamorarsi della stessa persona non accade per magia o per chimica, ma accade per volontà.
Innamorarsi nel tempo diventa una scelta quotidiana che suona più o meno così: “Vedo chi sei veramente, vedo le tue ombre che non corrispondono al mio ideale iniziale, eppure scelgo ancora te.”


La differenza chiave:


L’innamoramento iniziale è subìto (capita).
L’amore maturo è agito (si costruisce).

Conclusione: Il ciclo vitale della coppia
Sì, è possibile innamorarsi e disinnamorarsi più volte della stessa persona. Anzi, è auspicabile.
Ogni volta che “ci disinnamoriamo”, stiamo lasciando andare una vecchia versione della coppia che non funziona più. Ogni volta che “ci rinnamoriamo”, stiamo fondando un nuovo patto, più consapevole e adulto.
Non abbiate paura dei momenti di vuoto o di lucidità disarmante in cui l’altro vi appare “solo” una persona normale. È proprio lì, in quell’assenza di fuochi d’artificio, che potete iniziare a costruire il vero fuoco, quello che scalda senza bruciare e che dura una vita intera: l’amore come scelta consapevole.

E tu cosa ne pensi?

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